Il Sodio è uno degli elementi più importanti tra quelli presenti nel corpo umano. In un adulto sono presenti circa 92 g, distribuiti prevalentemente nei liquidi extracellulari e nei tessuti connettivi (osseo, cartilagineo, eccetera). Il sodio riveste funzioni cruciali nel nostro organismo: genera gradienti elettrochimici a livello delle membrane cellulari (fondamentali per la trasmissione degli impulsi nervosi), permette la contrazione muscolare, regola l'osmolarità del plasma e l'equilibrio acido-base, rende possibili gli scambi cellulari di nutrienti, acqua e ioni.
L'apporto giornaliero di sodio non dovrebbe superare 3,5 g, ma non deve nemmeno essere inferiore a 0,6 g. Tale quota viene facilmente fornita da una dieta sana e bilanciata, senza necessità di aggiungere sale alle pietanze.
Il Rene rappresenta il principale organo regolatore della concentrazione di sodio, al cui controllo partecipano numerosi ormoni (aldosterone, vasopressina, peptide natriuretico atriale).
Il sodio in eccesso nel sangue viene eliminato prevalentemente attraverso le urine e, in modo minore, tramite sudorazione e feci. Solo in particolari condizioni (come diarrea o sudorazione profusa), le perdite extra-renali di sodio possono diventare rilevanti.
Normalmente, la concentrazione ematica di sodio è compresa nell'intervallo 128-145 mmol/L. Quando i livelli di sodio diminuiscono sotto 128 mmol/L si ha una condizione detta iponatremia e, generalmente, è il risultato di disordini endocrini o di abuso di diuretici e può determinare nausea, vomito e, nei casi gravi, coma e morte. Al contrario, aumenti della concentrazione di sodio oltre 145 mmol/L determinano ipernatremia, che può essere causata da eccessiva assunzione di sodio con la dieta o da importanti perdite di liquidi e può determinare ipertensione arteriosa e tutte le complicanze ad essa associate.