Calcio
Il Calcio rappresenta il metallo più abbondante nel nostro organismo ed è presente per il 99% nel tessuto osseo. Riveste un gran numero di funzioni fondamentali: è un componente delle ossa, partecipa ai processi di coagulazione sanguigna, è coinvolto nell'eccitabilità neuromuscolare e nell'attivazione neuronale, permette la contrazione dei muscoli e la secrezione di ormoni, regola la trascrizione genica e funge da "messaggero". I livelli ematici di calcio vengono controllati da diversi ormoni: Vitamina D, Paratormone, Calcitonina.
Il fabbisogno giornaliero di calcio varia in base all'età, al sesso e a particolari condizioni come gravidanza e allattamento. Negli adulti dai 18 ai 59 anni è necessaria un'assunzione di 1000 mg di calcio, dai 60 anni il quantitativo sale a 1200 mg.
Mediamente, soltanto circa il 40% del calcio assunto con la dieta viene assorbito dall'organismo. La capacità dell'intestino di assorbire questo elemento varia in base all'età (si riduce progressivamente con l'invecchiamento), alla concentrazione ematica di vitamina D, allo stato ormonale, eccetera.
Valori normali della concentrazione ematica di calcio sono compresi nell'intervallo tra 8,5 e 10,5 mg/dL.
Valori inferiori possono essere causati da un apporto inadeguato di calcio con la dieta, da una carenza di vitamina D o da problemi ormonali in generale. L'ipocalcemia causa ipereccitabilità neuromuscolare, problemi nella conduzione elettrica del cuore (che causa anomalie nel battito cardiaco), aumentata fragilità ossea e predisposizione all'osteoporosi, crampi muscolari, stanchezza. Inoltre, durante l'accrescimento una carenza di calcio può causare rachitismo.
Al contrario, valori superiori sono più rari da riscontrare e possono essere causati da problemi alle ossa, esagerata assunzione con la dieta, malattie delle paratiroidi. I sintomi associati all'ipercalcemia sono sete, abbondante diuresi, problemi di digestione e confusione.